Da qualche giorno, il quotidiano La Repubblica, ha messo on-line tutti gli articoli pubblicati dal 1984 ad oggi...
Date un occhiata a quello che afferma questo gIORN...
Lascio a voi la scelta di leggere quello in nero, però date un occhiata a quello in rosso...
E' accettabile che questo uomo, ed altri, venga appellato Giornalista come Tiziano Terzani e Oriana Fallaci?
Mah... io quest'uomo, ed altri, li appello gIORN!
A proposito, tra i destinatari di quelle raccomandate spedite dall'Istituzione, c'è anche Ezio Mauro, in qualità di direttore responsabile de La Repubblica; e dato che nel post precedente ho inserito un link del Corriere della Sera, aggiungo che nella lista c'è anche Paolo Mieli, in qualità di direttore responsabile del Corriere della sera.... e poi... vi dico anche un'altro destinatario.
Azienda Sanitaria Firenze....paolo rossi prodi, che sia una cosa che la riguarda???
Ciao Ragazzi, e perdonatemi se rubo un po' del vostro spazio, però, credo di rubarvelo per una giusta causa.
Mi avete sostenuto e sopportato per tanto tempo, pazientate ancora un po' per favore... siamo alla fase finale e presto avrete la certezza che nemmeno mezza virgola è stata amplificata dalla mia rabbia.
Leggete la parte in rosso, prendete un metro e giudicate se ci si deve "arrampicare"...... tanto per rinfrescare la memoria, ricordo che secondo le indag...
No, scusate ma indagini non è un termine applicabile al caso di Claudia... comunque, la polizia ha certificato che quel parapetto è alto un metro esatto e il vuoto sottostante è di metri 19,1.
Repubblica — 18 gennaio 2006
pagina 2 sezione: FIRENZE
laura montanari
Si butta dalla finestra del terzo piano della scuola, senza un grido, senza una voce. Un corpo che va giù per quindici metri, fino alla strada, Borgo San Jacopo, all' incrocio con via Maggio, fra un negozio di frutta e verdura e una farmacia. Sono le 13 appena passate, l' ora dell' uscita dei ragazzi del Machiavelli-Capponi. Claudia è una di loro, 18 anni e mezzo, studentessa del liceo internazionale, classe quinta. «Sono corsa a soccorrerla - racconta Gregorio Castauro, 55 anni, muratore - respirava ancora, ma non si muoveva più. Uno che passava in strada ha cominciato a farle il massaggio cardiaco, non era un medico, ma ha cercato di salvarla e vorrei tanto adesso stringergli la mano». La ragazza si rianima: «Era bianchissima e ha ripreso un po' di colore, ha riaperto gli occhi - prosegue Castauro - mi è sembrato un miracolo, si lamentava, diceva "aiuto, aiuto, non respiro". Io le ho coperto i piedi col suo giubbotto, le ho dato una benedizione perché sono un terziario francescano, poi sono venuti i volontari con l' ambulanza». Quell' invocazione di aiuto, gela il cuore a chi sta lì in Borgo San Jacopo, come un pentimento improvviso, un ripensamento che fa tornare addosso a Claudia tutta la sua giovane età. Prima il volo nel silenzio, poi «aiuto, aiuto, non respiro», un lamento che ridà speranza a tutti i chiaroscuri di quell' adolescenza. Ai compagni che si affacciano, ai professori che corrono, a quelli che in strada deviano il traffico, si improvvisano soccorritori, si fermano per rispetto un po' più in là col fiato sospeso e si dicono sottovoce che «è viva, è viva». Una luce però che dura soltanto poche ore. «Vado su un momento, ho dimenticato di guanti» aveva detto la ragazza a una compagna, tornando insieme da una lezione all' Istituto Francese.
Claudia ha salito tre rampe di scale, fino all' ultimo piano. Due aule lungo un corridoio e in mezzo una finestra, con il davanzale alto. Non arrivi lì se non ti arrampichi, se non vuoi salire.
Succede in un attimo. La studentessa si lancia nel vuoto, così ricostruisce la polizia. Giù in basso, quindici metri sotto, sentono soltanto il rumore, il tonfo di un corpo sulla strada, fra un' Apecar e i passanti. In alto, una delle tre finestre del liceo è aperta. Il giubbotto di Claudia si sfila nel volo. «Povera ragazza» scuote la testa Grazia Vettori, commerciante all' angolo di Borgo San Jacopo, la prima a chiamare il 118. La giovane ha lasciato una pagina di diario con su scritto qualcosa del tipo «è tutto finito» (ma la pagina non è sul 17 gennaio) e probabilmente molti altri segnali ancora da decifrare che portano al capolinea di ieri mattina. Uno psicologo seguiva i problemi di Claudia, forse una forma di depressione. La polizia non ha dubbi che si tratti di suicidio, la procura approfondirà gli accertamenti per indagare meglio le ragioni che hanno scatenato quel gesto. Mentre viene trasportata in ospedale a Careggi la studentessa perde di nuovo conoscenza, entra in coma profondo. Intubata al pronto soccorso ha lesioni interne gravissime, in diverse parti del corpo, e tre ore dopo quel terribile volo dalla finestra del suo liceo, muore. Fanno appena in tempo ad arrivare i suoi genitori. Sotto shock all' ospedale passano alla spicciolata gli insegnanti, la preside del liceo Paola Fasano, gli amici. Si abbracciano muti, increduli tra le lacrime i compagni di classe che restano dentro alla scuola fino a metà pomeriggio. Fino a che la polizia non conclude gli accertamenti e gli agenti escono con lo zaino grigio e una borsa di cellophane. Le uniche cose che si vedono fra quelle che Claudia ha lasciato nell' istituto. -
MICHELE BOCCI
http://ricerca.repubblica.it/repubbl..._005aiuto.html
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